Lo smantellamento della sanità non si ferma nemmeno davanti al virus

 

La Regione Lazio decide di affrontare l’emergenza sanitaria. Meglio tardi che mai, ci verrebbe da dire. Ma quale sarebbe la ricetta per affrontare la crisi? 

Eccola, in due punti: 

  1. potenziare l’“assistenza domiciliare integrata” (ADI), ossia di fatto dare altri soldi a quei privati che finora si sono letteralmente volatilizzati (al punto che oggi chiedono la cassa integrazione per i loro dipendenti); 
  2. istituire delle unità speciali di continuità assistenziale regionale (USCAR), ossia in pratica non assumere nuovi infermieri, ma prenderli dalle ASL regionali. La classica toppa peggiore del buco. 

Fin dagli anni ’90 ci dicono che bisogna smontare il Servizio Sanitario Nazionale del ‘78, tagliare le spese “inutili” e in cambio concentrarsi sulla cura “di prossimità”. 

Il risparmio ha significato tagli a personale, strutture e posti letto e cessione ai privati (con l’accreditamento) di attività sanitarie con più alto valore aggiunto – come le dialisi, ad esempio, molto costose e quindi molto vantaggiose per un privato. 

Persino la sanità pubblica ha finito per funzionare come un’azienda: partite IVA, cooperative, personale precario con turni massacranti, stipendi ridotti, risparmi su tutti i livelli (anche in questi giorni mascherine, guanti e DPI sono merce rara negli ospedali). 

E la presunta sanità di “prossimità” che avrebbe dovuto supplire ai tagli? La realtà sta emergendo in questi giorni: un sistema concentrazionario di case di riposo, case-famiglia, residenze per anziani, RSA e altre venti tipologie di strutture autorizzate e accreditate a privati. 

Un focolaio di contagio senza controllo, senza coordinamento, senza regìa, senza criteri condivisi (nella Provincia di Viterbo è difficile persino avere un censimento esatto delle strutture esistenti). 

Questo è il tanto celebrato management aziendale nella sanità: una giungla in cui ogni singola attività si arricchisce finché può. Sembra che Zingaretti non se ne sia accorto.

Roberta Leoni

Partito della Rifondazione Comunista (Sinistra Europea)

Segreteria Provinciale di Viterbo

Categoria: