È morto il filosofo Giuseppe Prestipino, “comunista di scuola gramsciana”

  • Inviato il: 17/09/2020
  • Da: redazione

Esprimo il cordoglio di tutte le compagne e i compagni del Partito della Rifondazione Comunista per la scomparsa a 98 anni di Giuseppe Prestipino, filosofo e militante “socialista e comunista di scuola gramsciana” come si autodefinì. Prestipino è stato un maestro della filosofia italiana e un protagonista del dibattito culturale nel nostro paese senza mai rinunciare all’impegno politico diretto: “senza Gramsci mi sarebbe stato impossibile ogni tentativo di fare filosofia”.
Era nato in Sicilia nel 1922 e aderì nel 1943 al Partito comunista italiano mentre si trovava nella colonia libica dove con altri giovani antifascisti costruì la struttura clandestina del partito. Col PCI fu poi eletto sindaco, deputato dell’Assemblea regionale siciliana e fu membro anche del Comitato centrale del partito. Nel 1991 si schierò contro lo scioglimento del PCI e nel 1998 decise di prendere la tessera del Partito della Rifondazione Comunista dopo la scelta del governo di partecipare alla guerra nella ex-Jugoslavia. Prestipino è stato prima e dopo l’89 un intellettuale militante impegnato nella rifondazione comunista. Non condivideva l’abbandono di parole come socialismo e comunismo che segui al crollo dell’Unione Sovietica. Da un punto di vista democratico e di “umanesimo assoluto” riteneva possibile un socialismo del XXI e un comunismo per quelli a venire. Era anche convinto che non bisognasse rinunciare a dirsi comunisti anche sul piano organizzativo e mise in guardia nei dibattiti su un auspicabile soggetto unitario e plurale della sinistra dall’idea che questa passasse per lo scioglimento del nostro partito. Era proporzionalista e giudicava barbariche le leggi che ci hanno escluso dalla rappresentanza ma anche la tendenza a sciogliere i partiti sulla base delle ideologie della società civile. Prestipino era stato anche uno dei primi, con Laura Conti e Giorgio Nebbia, fin dall’inizio degli anni ’70 a lavorare sull’incontro tra marxismo e ecologia. Appaiono lucidissime le sue considerazioni sulla contraddizione capitale-natura come “terminale”.
Prestipino era stato redattore della rivista Critica Marxista, del cui comitato editoriale faceva ancora parte.
Era tra i fondatori e i protagonisti della International Gramdci Society Italia.
Aveva insegnato nelle Università, da ultimo presso l’Università di Siena, Filosofia della storia e Filosofia teoretica. Era anche stato presidente del Centro per la filosofia italiana, di cui era ora presidente onorario.
Tra i suoi tantissimi libri, L’arte e la dialettica in Lukàcs e Della Volpe (1961), Natura e società (1973), Da Gramsci a Marx (1979), Modelli di strutture storiche (1993), Narciso e l’automobile (2000), Realismo e Utopia. In memoria di Lukács e Bloch (2002), Tre voci nel deserto. Vico Leopardi Gramsci (2006), La memoria del futuro. Ridefinire il capitalismo, ripensare il comunismo (2006). La morte ha colto Giuseppe Prestipino vivo, intellettualmente lucidissimo e produttivo, come dimostrano i suoi più recenti lavori: *Gramsci vivo e il nostro tempo* (Punto Rosso, 2008), *Diario di viaggio nelle città gramsciane* (Punto Rosso, 2011), *Frammenti di vita ingiusta* (2012), la preziosa antologia gramsciana, scritta con Lelio La Porta *I Quaderni del carcere di Antonio Gramsci* (Carocci, 2014), *L’arte della memoria* (Prospettiva Edizioni, 2015).
Altri meglio di noi potranno ricostruire il lungo e fecondo percorso intellettuale di Giuseppe Prestipino. Noi lo ricordiamo come compagno che ci ha donato per anni riflessioni decisive per la rifondazione comunista.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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