Una dichiarazione di voto di Francesca Fornario

  • Inviato il: 01/10/2021
  • Da: redazione

Nell’ordine:
“Le sentenze non si commentano”.
“Non sono razzista ma”
“Ho tanti amici gay”.
“Un bambino ha bisogno di un padre e di una madre” detto preferibilmente da un prete che non ha alcuna esperienza di figli e matrimoni.
Le sentenze – nel migliore dei casi, tralasciando quelle emesse da giudici corrotti o che subiscono pressioni del potere politico e economico – sono sempre un fatto politico. Perché agiscono in conseguenza di leggi che non sono mai oggettive ma sono il frutto di una visione della società: della visione dei privilegiati che siedono in parlamento e non hanno il problema di arrivare a fine mese e di chi finanzia le loro campagne elettorali. Così la legge che definisce il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina senza distinguere chi sfrutta i migranti e lucra sulla loro pelle da chi, come Mimmo e come molte di noi e molti di noi – denunciateci tutti! – ha aiutato persone in fuga dalle guerre, dalla miseria, dalla violenza a migrare in un altro paese in cerca di una vita decente.
La sentenza di condanna di Mimmo Lucano è frutto della visione politica di chi, al sicuro nel suo agio economico, ha costruito l’impianto legislativo che imprigiona chi fugge dalle guerre nelle carceri libiche, che uccide i migranti nel fondo del mare, che li trattiene nei centri di permanenza, che li costringe ad accettare condizioni di lavoro prossime alla schiavitù con contratti part-time per lavorare full time o senza stipendio per mesi e senza possibilità di denunciare l’abuso perché il contratto è necessario al rinnovo del permesso di soggiorno e i controlli non esistono.
La condanna di Mimmo Lucano è conseguenza di quell’impianto che parte dalla Turco-Napolitano e prosegue con la Bossi-Fini e poi con i decreti Minniti-Orlando e solo in coda con Salvini e questi nomi e chi ha votato le loro leggi e i partiti ai quali appartengono sono i mandanti di questa condanna, sono i portatori di questa visione della società che è la stessa visione, in tutti questi partiti, infatti i portatori di questa visione della società sono nuovamente al governo insieme: centrodestra, centrosinistra, sedicente sinistra, al governo del Banchiere della Bce che ha chiuso i rubinetti alla Grecia perché è la stessa ideologia che hai quando chiudi i porti: che il benessere deve essere per i pochi che se lo sono meritato (la meritocrazia! Ma vaffanculo, va’) e che i pochi che se lo sono meritato devono arricchirsi alle spalle di tutti gli altri, soprattutto dei più fragili, e questo infatti succede in conseguenza delle legge che gli esponenti di tutti i partiti presenti in parlamento hanno approvato negli ultimi decenni, da quelle che hanno criminalizzato i migranti a quelle che hanno impoverito i lavoratori a quelle che hanno permesso la partecipazione dell’Italia alle guerre – tutte, non ne abbiamo saltata una! Ma che c’è un campionato? – a quelle channo devastato la sanità, l’edilizia popolare,le città e l’ambiente per consentire ai poveri di arricchirsi ai danni dei molti e concentare la molta ricchezza in poche mani facendo il contrario di quel che prevede la Costituzione.
Per questo motivo domenica voto Paolo Berdini Sindaco di Roma. come voterei Angelo d’Orsi a Torino e Luigi de Magistris in Calabria e via così. Molte compagne e compagni che stimo e che faranno del loro meglio ovunque potranno sono candidati in altre liste. Capisco le vostre ragioni, conosco la vostra buona fede e apprezzo le vostre capacità ma non voterò. Non mi è possibile votare liste a sostegno di esponenti di partiti portatori di una visione della società così diametralmente opposta alla mia, che siano fasciti, leghisti, forzitalioti, reziani, grillini, piddini. Con il mio voto voglio continuare a dare voce a chi pensa che nulla di quello che stato fosse inevitabile. Chiudere i porti, criminalizzare i migranti, aumentare l’età pensionabile, votare il pareggio di bilancio in Costituzione, tagliare la spesa sanitaria, precarizzare il lavoro, comprare i cacciabombardieri tornado, entrare in guerra, devastare l’ambiente, regalare soldi alle imprese e alle banche invece che ai lavoratori, privatizzare tutto il privatizzabile. Si poteva fare diversamente. Bastava votare chi voleva fare diversamente. Lieta di poterlo fare. Fora Paolo!
p.s. Sì, se solo i partiti di sinistra quella vera che non la puoi più chiamare così perché ormai se dici sinistra uno pensa a quella che governa con Berlusconi si unissero e riuscissero a esprimere una sola candidatura e a unirsi sempre nella lotta, sì, è vero. Ma se pure ci fossero cento partiti socialisti, comunisti libertari, libertari comunisti ciascuno con la sua sfumatura di rosso e cento candidate e candidati mi avvilirei cento volte di più ma non al punto da convicermi a votare per chi rappresenta quello che combatto. Si vota per esprimere la propria preferenza. E io preferisco la società immaginata da Paolo che quella immaginata da Draghi, Gualtieri, Michetti, Berlusconi, Salvini, Di Maio, Minniti, Meloni, Renzi che mi direte è diversa e però, a giudicare da quello che i loro partiti e loro stessi hanno votato per vent’anni in parlamento, no, non lo è.
E preferisco la giustizia alla legge.
P.s. (e poi mi piace troppo votare come Citto Maselli. Proprio mi fa sentire felice e grata)
https://paoloberdinisindaco.it