Bloccare gli sfratti si può. L’appello all’ONU, trova la sua prima applicazione concreta, il nostro primo successo: lo sportello casa di Verona ottiene la richiesta l’intervento sospendere uno sfratto esecutivo

  • Inviato il: 13/05/2022
  • Da: redazione

 
Monica Sgherri*
Fiorenzo Fasoli**
La campagna lanciata dal partito di praticare l’appello all’ONU per bloccare gli sfratti lanciata il 20 aprile, e che portiamo avanti in sinergia con Transform e Unione Inquilini, segna il suo primo successo.
Il quadro. Riprendono gli sfratti con l’uso della forza pubblica, nei prossimi mesi ne sono programmati  più di 120.000 con per scaraventare in mezzo alla strada famiglie colpevoli sono di morosità  incolpevole. Questo il drammatico scenario che abbiamo di fronte.
Come praticare la resistenza, difendere il bisogno casa e le famiglie sotto sfratto che rischiano di perdere l’alloggio: è stato il tema che abbiamo approfondito il 20 aprile con un seminario on line. Una bella discussione istruttiva anche grazie al contributo di Transform, Unione Inquilini, Rete sciopero degli affitti. Obiettivo lanciare la campagna di appello all’Onu per ottenere la sospensione dello sfratto.
Il primo risultato è arrivato: a Verona, lo sportello casa gestito anche dai compagni di  Rifondazione ha praticato  questa strada e ha aiutato una famiglia ha presentare l’appello  all’ONU. Presentato l’8 maggio, dopo due giorni è arrivata la richiesta di integrazioni e oggi 13 maggio la comunicazione dell’accoglimento dell’istanza di appello della famiglia, con ivi la richiesta di sospensione dello sfratto dall’appartamento in cui vive la famiglia o in alternativa di fornirle un alloggio.  Siamo ora nella fase formale di verifica – precisa Fiorenzo Fasoli responsabile sportello sociale di Verona – La comunicazione è stata trasmessa allo Stato italiano, il quale può eventualmente presentare osservazioni nel merito  e sull’ammissibilità che saranno, se nel caso, trasmesse alla famiglia per le proprie contro osservazioni. E’ una fase formale, siamo sicuri della veridicità di quanto dichiarato nell’appello.
Cerchiamo di fare il punto sulla valenza di  quanto successo:
L’Italia ha sottoscritto il protocollo opzionale al Patto internazionale su diritti economici sociali e culturali in base al quale il comitato  di lavoro appositamente costituitosi all’ONU, sulla base della conformità all’articolo 5, invita lo Stato ad adottare misure per evitare danni irreparabili.
L’appello all’Onu è presentato dalla famiglia, che deve riempire una modulistica che siamo ovviamente in grado di distribuire.  Che i tempi siano assolutamente brevi  lo dimostra il caso di Verona: E’ bastata una settimana per avere la comunicazione ufficiale di accoglimento dell’appello.
Quanto sottoscritto è esigibile, è questo quello che abbiamo fatto a Verona.
Evitare danni irreparabili : è questo il principio in base al quale è chiesta la sospensione dello sfratto dall’alloggio dove risiede la famiglia, o individuarne un altro.
Quali sono i requisiti per i quali è stato denunciato il rischio di  danni irreparabili in questo caso? La presenza di due minori, che con lo sfratto, oltre a minare la loro stabilità, produrrebbe l’interruzione della continuità scolastica e, nel caso specifico, essendo una famiglia di immigrati,  il rischio di emarginazione e esclusione sociale. Motivi di salute, il padre insulino dipendente necessita di alimentazione specifica e regolare.
Danni irreparabili inoltre perché la famiglia monoreddito non ha possibilità alcuna di trovare alloggio nel mercato libero, e pur essendo nelle graduatorie comunali avendo presentato domanda, l’ente locale si è dimostrato latitante.
Quanto sopra descritto ci parla delle condizioni concrete del 99% delle famiglie che hanno subito sfratto esecutivo, famiglie private di un tetto sulla testa perché il Comune non si è presentato, non ha seguito i loro casi, non ha chiesto il rinvio e non ha garantito un alloggio!
L’obiettivo della campagna per l’appello all’ONU è ottenere in breve tempo più richieste di sospensione dell’esecuzione degli sfratti da parte del   Comitato su diritti economici sociali e culturali, per far irrompere il drammatico bisogno casa in Parlamento. Non c’è più tempo infatti, nei prossimi mesi si potrebbe consumare una versa e propria macelleria sociale se non si interrompe questa drammatica catena di sfratti, che il Governo ignora, anche dal punto di vista delle risorse.  Rompere la solitudine delle famiglie sotto sfratto, bloccarli, fare intervenire il Parlamento per un piano casa straordinario, si può.
Siamo in grado di offrire tutta la collaborazione necessaria all’attività degli  sportelli per preparare e presentare l’appello all’ONU, e di fornire il materiale necessario.
Mobilitiamoci per far bloccare l’esecuzione degli sfratti laddove non ci sia un alloggio alternativo per la famiglia. Basta con latitanza di Comuni e Stato. Nessuna famiglia senza casa.
 
*Responsabile diritto alla casa, diritto all’abitare, Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea
**Responsabile sportello sociale casa Verona, Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea